Madre di Dio

Arrticoli, riflessioni, letteratura dedicate alla Vergine Maria
a cura di MICHELANGELO NASCA




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Io sono l'Immacolata Concezione


«Mademisello , boulet aoué la boulentat de me disé que es, s’il bou plait?» (Signorina, volete avere la bontà di dirmi chi siete, per piacere?).

Queste, le parole – nella lingua dialettale parlata a Lourdes in pieno Ottocento – che la giovane Bernadette Soubirous rivolge alla Vergine Maria il 25 marzo 1858 durante la XVI apparizione nella grotta di Massabielle.

Bisognava conoscere il nome di colei che la giovane Bernadette chiamava “Quella là” (Aquerò), il Curato Peyramale era stato chiaro: «Se vuole la cappella, dica il suo nome e faccia fiorire il roseto della grotta!... Se dice il suo nome e farà fiorire il roseto, le faremo costruire una cappella, e non sarà “molto piccola”, sta’ sicura! Sarà grandissima». Così alle cinque del mattino Bernadette – sospinta da un inesprimibile desiderio di recarsi alla grotta – corre verso il luogo delle apparizioni. E’ il 25 marzo, la festa dell’Annunciazione, e presso la grotta si sono radunate un centinaio di persone. Da alcune settimane Bernadette si era preoccupata di preparare una frase cerimoniosa ed elegante da rivolgere alla protagonista di quelle misteriose apparizioni, perché le rivelasse il suo nome («Mademisello , boulet aoué la bountat de me disé que es, s’il bou plait?»). René Laurentin – il più illustre mariologo vivente e principale studioso di Lourdes – precisa: “La bella frase è troppo complicata! Bernadetta si confonde e dice volontà (boulentat) invece di bontà (bountat): due parole che non sa distinguere bene. La più lunga le è sembrata la più giusta”.

Quel giorno si venne a conoscenza del misterioso nome che la Vergine Maria decise di rivelare a Bernadette: «Que soy era Immaculada Councepciou» (Io sono l’Immacolata Concezione). Bernadette comprende l’estranietà di quelle parole mai sentite prima, dovette persino ripeterle in continuazione per evitare il rischio di dimenticarle. Infine le riferì al signor Curato con qualche piccola storpiatura: «Aquerò ha detto: Que soy era Immaculada Counchetsiou!».

Peyramale rimase molto colpito da quella particolare definizione che la Signora di Massabielle dava di sé. Solo quattro anni prima, l’8 dicembre del 1854, Papa Pio IX aveva solennemente proclamato il dogma della Immacolata Concezione di Maria. La giovane Bernadette non poteva conoscere i particolari di quelle impegnative riflessioni teologiche. Perdipiù il Curato Peyramale cercava di comprendere il senso logico di quel nome, «Una signora non può portare quel nome!».

Talvolta nella Bibbia, per esaltare la grandezza di Dio, si incontrano delle parole che hanno un valore superlativo: per esempio “Simeone nel Vangelo dice, parlando di Cristo, «i miei occhi hanno visto la Tua Salvezza». Vuol dire che i suoi occhi hanno visto Gesù Cristo, ma per usare un’ espressione più forte invece di dire il Salvatore, dice « la Tua Salvezza». Nel linguaggio comune si dice nello stesso modo di una persona molto graziosa: è la grazia stessa, è la bellezza stessa, è la bontà stessa, è un astratto che diventa superlativo” (René Laurentin).

Nessuno può essere la concezione di se stesso! Sono queste le conclusioni alle quali giunge il povero Curato di Lourdes. «La Vergine è una persona, non è la sua concezione, nessuno è sua stessa concezione, non vuol dire niente, non ha potuto dire questo».

Il privilegio concesso da Dio a Maria consiste nell’averla preservata anticipatamente dal peccato. Maria è chiamata Immacolata proprio per questo particolare intervento che Dio ha operato su di lei.

«Anche se appartiene alla schiera dei redenti, di tutti gli uomini bisognosi di salvezza, essa non conobbe una storia senza Dio. Divenne così per grazia l’immagine della nuova umanità, l’icona della Chiesa futura […]. Tutto in lei è pura grazia e solo grazia […]. Là dove c’è la totalità della grazia, c’è anche la totalità della salvezza: in Maria si incontrano così la grazia e la gloria. […] L’esistenza di Maria fu la risposta completa al disegno salvifico di Dio, e proprio mediante questa piena e incondizionata disponibilità di Maria il Verbo ha fatto il suo ingresso nella storia, che è diventata storia della salvezza» (Giovanni Paolo II).

Maria – come riportato nella citazione di Giovanni Paolo II - non conobbe una storia senza Dio; anzi possiamo dire che la storia inizia prima, nel momento cioè in cui Dio stesso crea Maria preservandola anticipatamente dal peccato e abbracciandola preventivamente con il suo ineffabile amore.

Questo è il segreto di quel Nome rivelato alla giovane Bernadette. Persino il Cielo (ci piace credere così) ha voluto confermare – attraverso le apparizioni di Lourdes – questo particolare privilegio mariano che la Chiesa aveva riconosciuto solennemente quattro anni prima con la proclamazione del dogma.

Michelangelo Nasca








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